Averla non basta, gestirla fa la differenza.
“Il conto corrente non è un piano.”
Una frase che può sembrare provocatoria, ma che descrive perfettamente l’errore che molte famiglie e imprese fanno nella gestione della propria liquidità.
Vedere una somma consistente sul conto corrente può dare sicurezza. È una forma di controllo, una riserva sempre pronta. Ma con il tempo diventa anche un’enorme illusione.
Questo perché tenere troppa liquidità ferma significa, nel tempo, farle perdere il suo valore. L’inflazione lavora in silenzio. E mentre l’economia si muove, e il tempo passa, chi resta fermo sul proprio conto corrente sceglie – senza volerlo – di restare indietro.
E non si parla di piccole somme: spesso restano improduttivi decine, a volte centinaia di migliaia di euro, con l’unico scopo di “sentirsi tranquilli”.
Perché troppa liquidità è un errore?
La scelta di mantenere somme elevate sul conto è spesso dovuta all’idea che per investire servano grandi patrimoni, che possano essere vincolati nel tempo e possono rimanere intoccati a lungo, anche durante un’emergenza.
E mentre questo può essere vero per gli investimenti più rischiosi (come il mercato azionario), lasciare i soldi in un semplice conto corrente può causare grandi perdite di valore nel corso del tempo.
Questo perché ogni economia è soggetta all’inflazione, ovvero la perdita del potere di acquisto del denaro nel tempo. È una normale conseguenza del ciclo economico, e ci sarà sempre. Nonostante la perdita possa sembrare bassa a livello annuale, crea voragini enormi col passare del tempo.
Per esempio, se una famiglia ha tenuto 100.000 euro sul conto corrente dall’introduzione dell’euro ad oggi (poco più di 23 anni), quei soldi avranno perso quasi il 40% del loro valore iniziale. Il loro valore oggi equivale a 61.147 euro del 2002.
E se ne avessi bisogno?
Spesso anche chi ha ben chiare le conseguenze dell’inflazione decide di lasciare somme ingenti sul conto corrente, immaginando di poter averne bisogno urgente in futuro, magari per un’emergenza.
Il ragionamento di base è corretto: avere dei soldi a portata di mano è fondamentale in caso di imprevisti. Tuttavia, questa scelta ignora il funzionamento e la rapidità degli investimenti moderni.
Oggi esistono molti strumenti che ti permettono di far fruttare i tuoi soldi (quantomeno recuperando la perdita dovuta all’inflazione), e di averne allo stesso tempo disponibilità in tempi brevissimi.
Occorre quindi avere liquidità solo per la propria gestione ordinaria, e per affrontare eventualmente le prime fasi di un’emergenza, ma sfruttando le opportunità del mercato per non perdere il valore dei propri risparmi.
Come pianificare correttamente
Per pianificare correttamente la tua liquidità, devi valutare realisticamente quanti soldi potrebbero servirti nell’immediato in caso di esigenza, per essere tranquillo nel breve periodo.
Partendo da questa base, puoi valutare diverse strategie per gestire la tua liquidità in eccesso. Esistono conti remunerati che garantiscono l’accesso immediato ai soldi, ma con rendimenti generalmente più bassi. Oppure strumenti come i titoli di stato, che garantiscono il recupero dell’inflazione, ma sono comunque facilmente liquidabili in 1-2 giorni, garantendo accessibilità in caso di necessità.
In qualsiasi caso, è sempre utile rivolgersi a un professionista, che saprà indicarti la strategia ottimale per il tuo caso specifico.
La gestione della liquidità, spesso trascurata nella gestione del patrimonio personale o aziendale, è molto importante.
Bisogna trovare un equilibrio che garantisca la tranquillità in caso di imprevisti, ma senza generare eccessive perdite di valore sul tuo conto corrente.
Se vuoi scoprire come strutturare al meglio la gestione del tuo patrimonio liquido – senza rinunciare alla flessibilità, ma guadagnando in efficienza – il primo passo è parlarne con chi ti può affiancare con metodo e visione.